6 Febbraio 2002
CURRICULUM SCIENTIFICO E DIDATTICO
IndiceRuoli ricoperti e attività didattica
Ruoli ricoperti e attività didattica
L’attività pre-laurea in Facoltà di Medicina e Chirugia
Le prime esperienze didattiche da laureato
L’esperienza come Assistente Ordinario di Fisiologia Umana
all’Università di Ferrara
Il ritorno a Trieste come Incaricato di Strumentazione Bioelettronica
Gli incarichi di Informatica Medica nelle Scuole di Medicina
Il ruolo di Professore Associato di Bioingegneria
La nascita dell’Indirizzo di Biomedica nel CDL in Ingegneria
Elettronica
Le esperienze all’NIH (Bethesda) come Visiting Professor di
Bioingegneria
Altri incarichi di Informatica Medica nelle Scuole di Medicina
Gli insegnamenti nel settore
informatico-telematico
L’istituzione della Scuola di Specializzazione in Ingegneria Clinica di
Trieste (SSIC)
Gli insegnamenti nel settore
informatico-telematico nel D.U. di Ingegneria Informatica
I DottoratI di Ricerca in Ingegneria dell’Informazione – Curriculum
Bioingegneria E di Neuroscienze
L’internazionalizzazione della Scuola di Specializzazione in Ingegneria
Clinica di Trieste (SSIC)
Il Network didattico
ABIC-BME – Adriatic-Balcanic-Ionian Cooperation on Biomedical Engineering
La Didattica di Ingegneria Biomedica nella futura Università
Internazionale dell’INCE
Le tesi di diploma, laurea, specializzazione e dottorato
Attività organizzativa e di responsabilità di laboratori e gruppi di
ricerca
La realizzazione dei Laboratori didattici di Informatica e di
Strumentazione Biomedica in Facoltà
La costituzione del Centro Universitario “Etica e Scienza”
Il coordinamento della Convenzione NIH – Università di Trieste
La realizzazione del laboratorio UEMA3 presso la Clinica Otorino
dell’Ospedale di Cattinara
La Costituzione della Rete Biomedica Triestina
La Fondazione di CRSTBS e di CIVAB e la Direzione Scientifica dell’LSI
L’Attività di Consigliere del CISCC e la Presidenza della Commissione
Reti di Ateneo (CRA)
La Costituzione del Sistema Informatico Scientifico Triestino (SIST)
La direzione Tecnico-scientifica del Progetto di Telemedicina DPACS
Il Coordinamento dei Progetti Telematici della Regione Friuli Venezia
Giulia
La realizzazione del Laboratorio di Telematica Sanitaria (HTL)
La Direzione scientifica del Progetto Adria-Danubio per il Controllo
del Corridoio Europeo n.5
La realizzazione del Laboratorio di Reti Avanzate (ANL)
Il Centro Interdipartimentale di Neuroscienze “BRAIN”
La Costituzione dell’Istituto Mediterraneo per la Telematica in Sanità
(IMTES)
La Costituzione di ICETS e le azioni di ICT nei paesi in transizione dell’EST Europeo
Il Protocollo MAE Italia-Croazia e il Progetto di Telemedicina tra i
due Paesi
Il Progetto GARR-B PoReR-WP29 e La Nuova Telematica Rete della Trieste
del 2000
Il Progetto OMS
“Trieste Action for Health Technology Assessment” - TAHTA
La Ravenna Declaration e la Costituzione di UNIADRION – Università
Virtuale dell’Adriatico-Ionio
Il Centro di Eccellenza di Ricerca in Telegeomatica (MURST/MIUR)
La Collaborazione con la Direzione Generale Europea alla Ricerca -
brussel
IL Consorzio LABCON – Laboratorio dellA Conoscenza e Multimedialità
La Rete Interuniversitaria Paneuropea CEEUN
Presidenza di gare appalto e concorsi
Partecipazione ad altri organi
Deleghe Rettorali all’Università di Trieste
Delega Commissariale all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste
Finanziamenti di posti di ricercatore e tecnico del gruppo GNBTS
Articoli e interviste su mezzi di comunicazione
Pubblicazioni dei collaboratori
Il Portale Internet delle Tecnologie
Biomediche e Sanitarie - tbs.trieste.it
Presentazioni e organizzazioni di mostre, esposizioni, rassegne,
congressi e tavole rotonde
Sintesi delle ricerche scientifiche
Il trasferimento della
filosofia della ricerca alla didattica di bioingegneria
Gli studi sul ciclo
veglia-sonno e sul sonno paradosso
Gli studi sul pretetto e i
modelli di interazione visuo-vestibolari
Gli studi e i modelli sul
nistagmo vestibolare calorico e rotatorio
Gli studi e i modelli sul
sistema di rifissazione saccadica
Studi e modelli sul
controllo adattivo cerebellare del sistema saccadico
Studi sulle
interpretazioni sistemistiche delle latenze delle risposte saccadiche
Studi e modellizzazione
del sistema di inseguimento lento (smooth pursuit)
Ulteriori studi sui
meccanismi di base ed adattivi del sistema saccadico
Modellizzazione ed analisi
clinica delle interazioni visuovestibolari
Studi e modelli sulle
interazioni del controllo attivo occhi-testa
Il coordinamento
binoculare in ambiente mono, bi e tridimensionale
Strumentazione Biomedica (SBM)
Strumentazione analogica
per l’analisi in real-time dei movimenti oculari in 2D
Strumentazione per il
controllo e la registrazione di membrane dei neuroni del SNC
Strumentazione per potenziali
evocati
Strumentazione per
impedenzometria multifrequenziale con controllo in real-time
Elaborazione di Segnali Biomedici (ESB)
Algoritmi di
identificazione delle fasi rapide e lente del nistagmo
Generazione dei profili di
stimolazione per il controllo contemporaneo degli stimolatori di UEMA3
Metodiche di elaborazione
e di identificazione dei movimenti oculari rapidi
Video-oculografia ad alta
risoluzione spaziale e temporale
Impedenzometria acustica
multifrequenziale a banda larga
Codifica e decodifica
dell’attività nervosa unitaria
Controllo e registrazioni
delle membrane dei neuroni del SNC
Rilevamento di potenziali
evocati uditivi di piccole ampiezze
Sicurezza elettrica negli
ospedali
Banca dati delle tecnologie
biomediche e codifica CIVAB
Technology Assessment per
la telemedicina (PACS)
L’istruzione in Ingegneria
Clinica
Sicurezza elettrica,
informatica e telematica
Health Technology Assessment – Il progetto
Tahta
Il Progetto DPACS e la
cartella virtuale integrata del cittadino
Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT)
Telematica Sanitaria e Telemedicina (TS)
GNBTS-net, la rete
Biomedica Triestina e la prima rete ospedaliera in fibre ottiche a Cattinara
L’esperienza per le
Colombiadi
Gli strumenti versatili e
aperti di comunicazione con sistemi PACS
I progetti sulla Sanità
romana e modenese
Il Progetto Firma e la
Smart-Card dei servizi sanitari e non
Il Corridoio 5 Telematico
– Un’estensione centro-europea dell’L-NAP di Trieste
La Nuova Rete Telematica
della Trieste del 2000 (GARR-B PoReR WP 29)
Telematica sanitaria e
telemedicina nei Paesi dell’Est
Tesi di diploma, laurea, dottorato e specializzazione
Paolo Inchingolo è nato a Trieste il 22 ottobre 1949.
Dal 1963, durante i periodi liberi dallo studio, si è occupato dell’installazione e successivamente della progettazione di impianti elettrici ed elettronici industriali nella Ditta del padre.
Nel 1967 ha frequentato i laboratori di Chimica Sperimentale dell’Istituto Talassografico del CNR di Trieste.
Nel 1968 si è Diplomato Perito Industriale Elettrotecnico, presso l’I.T.I. A. Volta di Trieste.
Nell’AA 1968-1969 si è iscritto presso l’Università di Trieste al Corso di Laurea in Ingegneria Elettronica.
La sua carriera universitaria iniziò trent’anni fa, il 6 aprile 1970, quando, studente del secondo anno di Ingegneria, fu assunto come Tecnico coadiutore incaricato dell’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina, con mansioni di responsabile tecnico-elettronico dell’Istituto.
Dal 1970 al 1972 si occupò parzialmente anche di attività di ricerca, nel settore cardiovascolare e successivamente in quello neurologico, in particolare sull’elettromiografia e sulla stimolazione spinale.
Alla fine del 1971, vinto il relativo concorso di ruolo di Tecnico coadiutore (ruolo bioelettronico), iniziò attività di ricerca e di didattica come attività preminente, nell’ambito della neuro-fisiologia e della strumentazione biomedica.
Dal 1972 a tutt’oggi, in particolare, intraprese lo studio neuro-fisiologico dei sistemi visuo-motori oculari, che dal 1974-1975 ha condotto anche in termini bioingegneristici, sia per l’interpretazione modellistica dei dati sperimentali che per lo sviluppo di tecnologie e metodologie originali di ricerca.
Nel 1972, per contemporanei interessi anche nell’ambito chimico, come studente si trasferì al corso di Laurea di Ingegneria Chimica, seguendo peraltro contemporaneamente alcuni corsi di Ingegneria Elettronica (che gli erano necessari per il suo lavoro in Fisiologia) e di Medicina e Chirurgia.
Dal 1972 al 1976 svolse periodi di studio di neurofisiologia sperimentale e biofisica presso l’Istituto di Fisiologia Umana di Parma.
Dal 1973 svolse cicli di lezioni ed esercitazioni di Strumentazione Biomedica e Sicurezza delle Apparecchiature Elettromedicali nell’ambito dell’insegnamento di Fisiologia Umana dell’Università di Trieste.
Per le mansioni svolte, proprie dell’assistente universitario, ottenne dal 1973 al 1977 dal Consiglio di Amministrazione dell’Università di Trieste il giudizio di “eccezionale”.
Dal 1974 frequentò assiduamente, oltre all’Istituto di Fisiologia Umana di Trieste e Parma, anche l’Istituto di Elettrotecnica ed Elettronica e l’Istituto di Chimica Applicata della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trieste.
Dal 1974 iniziò anche a sviluppare strumentazione biomedica originale.
Nell’aprile 1975 si laureò in Ingegneria Chimica con punti 110/110, discutendo una tesi di bioingegneria chimica, sull’analisi degli effetti tossicologici delle vernici “shop-primer”, usate nei cantieri navali sollecitate alla saldatura e ossitaglio (c’erano a quel tempo molti casi di intossicazione) e sulla proposta di vernici bicomponente innocue di nuova concezione tecnologica, che progettò e verificò nei laboratori di ricerca di una industria del settore. Nello stesso anno la rivista “L’Industria della Vernice” dedicò un numero intero alla pubblicazione della sua tesi, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo invitò a presentare i risultati dei suoi studi. Due delle vernici realizzate furono successivamente prodotte ed esportate, specialmente negli USA.
Il 6.4.1976 fu nominato dalla Facoltà di Medicina Cultore della materia di Biofisica e nel 1977 anche Assistente Supplente di Fisiologia Umana.
Negli AA 75/76, 76/77 e 77/78 svolse le funzioni di Esercitatore di Fisiologia Umana (art. 23 L. 24.2.67, n.62) e di commissario d’esami di Fisiologia e di Fisica presso l’Università di Trieste.
Nel maggio 1978, a seguito di vincita del relativo concorso di ruolo, divenne Assistente Ordinario di Fisiologia Umana nell’Università di Ferrara; in quella sede svolse anche le funzioni di professore incaricato di Fisiologia nella Scuola di Specializzazione di Otorinolaringoiatria e nella Scuola per Terapisti della Riabilitazione dell’USL di Ferrara.
Nel novembre del 1979 la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trieste lo richiamò a Trieste come professore incaricato esterno di Strumentazione Bioelettronica, su iniziativa dell’attuale Rettore, prof. Delcaro, per organizzare in Facoltà il settore della Bioingegneria.
Dall’AA 1982/83 (ad oggi) presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Trieste fu professore incaricato di Informatica Medica per la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare e dall’AA 83/84 di Informatica Medica e Strumentazione Biomedica nella Scuola di Specializzazione in Cardiologia.
Il 5 agosto1985, a seguito del superamento del giudizio di idoneità, fu nominato professore associato confermato di Strumentazione Bioelettronica.
Con la modifica del raggruppamento concorsuale, la cattedra fu spostata nell’AA 93/94 su Bioingegneria (K06X), ruolo che ricopre a tutt’oggi (come nuovo raggruppamento ING-INF/06).
Dall’AA 1985/86 (e fino all’AA 1992/93), in occasione della nascita dell’indirizzo di Biomedica nel corso di laurea in Ingegneria Elettronica, fu nominato professore supplente di Bioingegneria.
Dall’AA 1993/94 (e fino all’AA 1994/95), a seguito dello spostamento della cattedra, fu nominato professore supplente di Strumentazione Biomedica.
Dal 1987 al 1993 fu invitato ogni anno come Visiting Professor di Bioingegneria presso il Laboratory of Sensorimotor Research, NEI, National Institutes of Health (NIH), Bethesda, MD, USA, il primo anno per 5 mesi e gli anni successivi per un mese.
Al suo ritorno in Italia alla fine del 1987 fece siglare una Convenzione tra l’NIH e l’Università di Trieste che segnò, oltre ad un importante momento di crescita della Bioingegneria triestina, l’inizio di una nuova era per l’informatica e la telematica triestina, che iniziò proprio dalla telematica sanitaria e dalla telemedicina.
Negli anni successivi al 1993 i suoi soggiorni all’NIH divennero più brevi e meno regolari, a causa dei rilevanti incarichi accademici che gli furono affidati.
In tutti questi anni, comunque, mantenne viva la presenza dell’Ateneo triestino nell’NIH, con il continuo soggiorno a Bethesda di suoi studenti laureandi, dottorandi e specializzandi.
Dall’AA 1990/91 (a tutt’oggi) la Facoltà di Medicina e Chirurgia gli diede l’incaricato di Informatica Medica per le Scuole di Specializzazione in Chirurgia Generale e in Otorinolaringoiatria.
Dall’AA 1991/92 all’AA 1993/94 fu anche professore supplente a titolo gratuito di Sistemi Informativi per la Scuola a Fini Speciali di Informatica presso la Facoltà di Ingegneria.
Dall’AA 91/92 fino all’AA 98/99 fu inoltre docente del Corsi di Reti Avanzate di Comunicazione del CIS Centro di Calcolo e del CSIA.
Nell’AA 1991/92 organizzò l’attivazione della Scuola di Specializzazione in Ingegneria Clinica (SSIC), della quale fu nominato Direttore ininterrottamente da allora ad oggi.
Nel marzo 1994 diplomò i primi sei specialisti, alla presenza del Ministro della Sanità e di moltissime altre Autorità nazionali e internazionali.
Nei nove anni di attività della Scuola estese la sua attività coinvolgendo le più prestigiose sedi della Sanità nazionale, della ricerca e dell’industria del settore, siglando una trentina di convenzioni sia per lo svolgimento di tirocini e tesi presso quelle sedi che per la didattica dei loro dipendenti presso la sede della Scuola nell’Università di Trieste.
Nella Scuola SSIC fu titolare
· inizialmente dell’insegnamento di Strumentazione Biomedica I,
· dall’AA 92/93 ad oggi di quello di Sicurezza e Prevenzione nell’Ambiente Ospedaliero e
· nell’AA 96/97 di quello di Informatica Clinica.
Nel 1995, su richiesta del CUN e del Ministero propose una radicale modifica di statuto tipo della Scuola, che, a seguito dell’approvazione definitiva ministeriale, è stata applicata allo statuto dell’Università di Trieste, permettendo una forte flessibilità nell’insegnamento e un continuo aggiornamento della didattica impartita nella scuola stessa, indispensabile per mantenere l’insegnamento sempre al passo con i tempi e con l’evoluzione delle tecnologie biomediche e della domanda della Sanità italiana.
Con il nuovo Statuto propose un Regolamento Didattico della Scuola, approvato per l’AA 97/98, che prevede 15 insegnamenti organizzati in 53 moduli, che oggi sono tenuti da 15 docenti dell’Ateneo triestino e da 20 provenienti dalle sedi convenzionate, a cui si aggiungono circa 25 seminaristi da quelle sedi e da altre.
La scuola, che conta specializzandi stranieri già dall’AA 93/94, lo scorso AA ha raggiunto il numero record di 16 matricole, provenienti da tutto il territorio nazionale, con una forte presenza dalla Lombardia ed una presenza straniera.
Con il nuovo statuto, dall’AA 97/98, Inchingolo, oltre al Corso di Sicurezza e Prevenzione nell’Ambiente Ospedaliero, tiene per incarico nella Scuola SSIC
· il corso di Telematica ed Integrazione dei Servizi nella Sanità,
· il modulo Organizzazione, Gestione e Integrazione dell’Informazione Sanitaria del corso Organizzazione e Gestione Sanitaria, e
· il modulo Normativa e Legislazione Specifica del corso Impianti Elettrici negli Ospedali.
Con l’Attivazione dei D.U., la Facoltà di Ingegneria gli ha affidato dall’AA 94/95 all’AA 00/01 la supplenza dei corsi di Sistemi di Elaborazione e di Sistemi Operativi nel Diploma in Ingegneria Informatica ed Automatica (il secondo fino all’AA 99/00).
A corredo di questi due corsi, oltre ad un CD didattico, Inchingolo ha organizzato ogni anno un numero elevato di seminari-dibattiti con le realtà industriali più significative nel settore, invitandovi a partecipare l’Area di Ricerca di Trieste, gli enti scientifici e le industrie del territorio, la Regione Friuli Venezia Giulia (FVG), il Comune di Trieste, gli Atenei del CINECA, ecc., coinvolgendo così gli studenti in ampi dibattiti su temi di avanguardia nei settori dell’Information & Communication Technology.
Nel 2001 il Senato Accademico ha inoltre approvato un Progetto didattico di Ateneo coordinato da Inchingolo – IDT (Informatica Distribuita e Telematica) per il recupero dei debiti formativi nei vari settori dell’informatica e della telematica.
Paolo Inchingolo è membro del Collegio Scientifico del Dottorato di Ingegneria dell’Informazione con sede amministrativa in Trieste, nel quale cura il curriculum di Bioingegneria.
Fa anche parte del Collegio dei Docenti del Dottorato in Neuroscienze, anch’esso dell’Università di Trieste.
Come consuetudine, fa svolgere metà del periodo di studi e ricerche ai propri dottorandi presso laboratori stranieri.
Nell’AA 2000-2001, a seguito delle numerose sollecitazioni provenienti dai colleghi degli Atenei dei Paesi del Centro Europa, ha iniziatoli processo di internazionalizzazione della Scuola di Specializzazione in Ingegneria Clinica, sotto l’egida di ICETS (International Center for Transitional Studies), in collaborazione tra l’Università di Trieste e l’Università Luiss Guido Carli di Roma (Confindustria). Il primo modulo in Inglese della scuola, sulla programmazione dei servizi di Ingegneria Clinica nei paesi in transizione, tenuto dal collega bioingegnerie di Zagabria prof. Ratko Magjarevic, è stato svolto a marzo del 2001, inaugurato il 16 marzo 2001 alla presenza del Sottosegretario alla Ricerca (MURST) on. Cuffaro e del Commissario Europeo alla Ricerca Philippe Busquin (invitato a Trieste da Inchingolo). Il processo è continuato con l’AA 2001-2002, con la partecipazione alla Scuola, come docenti, del Ministro della Sanità della Croazia, prof. Ana Rukavina, del Direttore della International School of Public Health di Ragusa-Dubrovnik prof. Stipe Oreskovic e di altri colleghi stranieri.
L’internazionalizzazione della Scuola è stata programmata come percorso di transizione verso l’istituzione all’Università di Trieste di un percorso a tre livelli:
· una laurea triennale di Ingegneria Biomedica nella Classe di laurea di Ingegneria dell’Informazione
· una laurea specialistica di Ingegneria Clinica nella Classe di laurea specialistica di Ingegneria Biomedica (ove confluirà il 70% della SSIC)
· un master di secondo livello internazionale in Management in Clinical Engineering, ove confluirà il 30% della SSIC.
Il progetto, proposto da Inchingolo a giugno del 2001, e da lui coordinato, prevede un’ampia cooperazione didattica nell'ambito multidisciplinare dell'ingegneria biomedica: ingegneria clinica, informatica medica e sanitaria, telematica sanitaria, telemedicina, HTA, economia sanitaria ed organizzazione sanitaria, su tutti i livelli universitari
· laurea triennale o DU
· laurea specialistica o laurea quinquennale
· dottorato di ricerca
· scuola di specializzazione
· master
per le classi di
· ingegneria
· biologia
· medicina
· economia
· eventualmente fisica
Hanno aderito al progetto 11 atenei – italiani e croati: Ancona, Bologna, Firenze, Molise, Napoli Federico II, Padova, Fiume-Rijeka, Spalato-Split, Trieste, Udine and Zagreb, I cui rettori a tal fine hanno siglato un’apposita convenzione (allegato 12).
ABIC-BME sta correntemente organizzando 4 master di secondo livello:
·
Management
in Clinical Engineering
·
Health
Technology Assessment
·
Medical
Informatics
·
Health
telematics and Telemedicine
con sedi principali a Trieste, Abbazia (in Istria [Croazia] vicino a Fiume – sede che viene fornita appositamente dall’Università di Fiume) e a Ragusa-Dubrovnik [Croazia], presso l’Università Internazionale di Dubrovnik, e vari contributi dalle altre sedi del Network, con strumenti di teledidattica.
Il network ABIC-BME è stato costituito sotto l’ombrello di UNIADRION – l’Università Virtuale dell’Adriatico e Ionio (vedi più avanti)
Il network è sostenuto dal Governo Croato, in particolare dal Ministero della Sanità che il 21.5 2001 ha siglato un’ampia convenzione di collaborazione nell’ambito dell’ingegneria biomedica con l’Università di Trieste (coordinatore Italiano Inchingolo e coordinatore Croato il Ministro della Sanità), da quello italiano e dalla Direzione Generale ricerca della CE (Allegato 11)
Paolo Inchingolo era stato invitato dall’INCE – Iniziativa Centro Europea a coordinare la sessione di apertura della parte scientifica del Summit dei Capi di Stato dell’INCE che si è tenuto a Trieste dal 21 al 24 novembre 2001. E’ stato inoltre invitato a svolgere una relazione introduttiva sul ruolo dell’Università di Trieste e del Sistem Trieste nella formazione di ricerca e sviluppo dei Paesi Centro Europei al fine di un loro sviluppo sostenibile e per accelerare la loro integrazione europea. La relazione di Inchingolo, disponibile sul sito ufficiale dell’INCE: http://www.ceinet.org/abstract/ABSTRACT-Inchingolo-INCE.SUMMIT2001.pdf ha evidenziato ai presenti, tra cui il presidente del Consiglio Italiano, le potenzialità dell’Ateneo Triestino, forte del Sistema Scientifico Triestino e delle ampie collaborazioni con gli altri atenei, per la costituzione di un’Università Internazionale per i Paesi dell’INCE, imperniata su alcune tematiche strategiche per i paesi INCE, tra cui, nell’ambito dell’Ingegneria dell’Informazione, l’ingegneria biomedica e l’ICT.
Alla conclusione del Summit il Presidente Berlusconi ha annunciato a tutti i Paesi INCE il totale supporto del Governo italiano alla costituzione dell’Università dell’INCE.
La realizzazione di questo grande progetto, alla quale Inchingolo sta ora lavorando insieme ad altri colleghi, prevede un ruolo importante per l’Ingegneria Biomedica, in particolare per la Telematica Sanitaria, la Telemedicina e l’Ingegneria Clinica, a supporto e continuazione del Progetto della Rete ABIC-BME.
L’attività didattica di Paolo Inchingolo a livello di tesi è documentata da circa 130 tesi , come relatore o correlatore:
· di diploma della Scuola a fini Speciali di Informatica
· di diploma del DU in Ingegneria Informatica ed Automatica
· di laurea in Ingegneria Elettronica (Biomedica)
· di laurea in Ingegneria Elettronica per le Telecomunicazioni
· di laurea in Medicina e Chirurgia
· di Specializzazione in Ingegneria Clinica
· di Specializzazione in Otorinolaringoiatria e
· di Dottorato in Ingegneria dell’Informazione – Curriculum Bioingegneria
nonché di supervisione delle 40 tesi della Scuola di Specializzazione in Ingegneria Clinica.
Ha tenuto corsi di breve durata in vari altri contesti, come, ultimamente, il Master sulla Cartografia e il Territorio dell’International Center for Science and High Technology (ICS) dell’UNIDO nel 1998, il Master in Radiocomunicazioni della Fondazione Marconi nel 2000, ecc.
Dopo l’esperienza dal 1970 fino al 1976 come Responsabile dello Staff tecnico dell’Istituto di Fisiologia Umana dell’Università di Trieste e successivamente dal 1978 al 1979 di quello dell’Ateneo di Ferrara, Paolo Inchingolo fu dal 1979 al 1983 Responsabile del Centro di Calcolo e del Laboratorio di Elettronica Zoldan dell’Istituto di Elettrotecnica ed Elettronica dell’Università di Trieste.
A seguito della nascita del Gruppo Nazionale di Bioingegneria del CNR, fondò e fu responsabile dal 1980 ad oggi della relativa Unità di Trieste (GNBTS), nell’ambito della quale fu titolare di vari contratti di ricerca dell’Univ. di Trieste, del MURST, del CNR e della CE.
La gran parte delle attività di ricerca (nell’ambito
COT, SBM ed ESB – vedasi Attività di ricerca) furono inizialmente (dal 1990/91)
finanziate dal CNR nell’ambito del GNB, e dal 1998/1999 anche nell’ambito di un
secondo contratto CNR - “Ricerche bilaterali” a sostegno delle ricerche da
allora svolte insieme al dr. Lance
Optican, Laboratory of Sensorimotor Research, NEI, NIH, Bethesda, USA.
A questi finanziamenti si aggiunsero quelli dell’NIH e dei progetti multidisciplinari dell’Università di Trieste.
Dal 1991, con la formazione di un gruppo Europeo per lo studio della visione binoculare e dello strabismo (vedasi più avanti) le ricerche furono finanziate anche dalla CE.
Altri finanziamenti cospicui negli anni sono stati ottenuti, nell’ambito di programmi di ricerca di ampio respiro (vedasi più avanti), da Cassa di Risparmio di Trieste, Regione FVG, MURST, Ministero della Sanità, Area di Ricerca, Ospedali, ecc., e negli ultimi anni dall’industria dei settori biomedico, informatico, telematico e delle telecomunicazioni.
Nel 1980 realizzò il Laboratorio Sperimentale di Bioingegneria del DEEI, equipaggiandolo negli anni con apparecchiature e strumenti – per la gran parte originali e frutto delle ricerche nel campo della strumentazione biomedica (vedi Attività di ricerca – SBM ed ESB) – atti a studiare nei soggetti normali i sistemi di controllo visuo-motori, le interazioni visuo-vestibolari e le interazioni occhi-testa (vedi Attività di ricerca - COT).
Recentemente, essendo mutati gli interessi sperimentali, ha riconvertito il laboratorio in Laboratorio di Neuro-modellistica che, in collaborazione con il Centro di supercalcolo CINECA, oltre che degli ospedali di Trieste e, nelle prospettive, di altre sedi convenzionate con la Scuola SSIC, viene usato per studi di ricostruzione tridimensionale del cervello funzionale elettrico in presenza di patologie (vedi attività di ricerca - EEG) per la minimizzazione dei deficit indotti da interventi neurochirurgici.
Dal 1980, inoltre, organizzò e fu Responsabile dei Laboratori didattici di Informatica e di Strumentazione Biomedica nel DEEI e per la Facoltà di Ingegneria.
Nel luglio 1986, insieme ad alcuni colleghi delle Facoltà di Medicina e di Economia dell’Ateneo, ha costituito il Centro Universitario Etica e Scienza, nell’ambito del quale da allora è stato promosso dal centro l’esame critico delle implicazioni etiche degli sviluppi scientifici e delle connesse applicazioni nelle varie aree di ricerca, e in particolare nell’economia, nella bioingegneria e nella medicina in generale.
Dal 1987, ritornato in Italia ad oggi dopo il primo periodo trascorso all’NIH come Visiting Professor, fece siglare una Convenzione di Ricerca, di cui assunse il coordinamento, tra National Eye Institute (NIH), Bethesda e Università di Trieste, a supporto delle sue ricerche di bioingegneria del controllo oculomotorio e di collaborazione stretta tra le due istituzioni nei settori didattici e di sviluppo della bioingegneria, dell’informatica distribuita e della telematica.
Dal 1987, a conclusione di una ricerca quinquennale del GNB-CNR per la realizzazione del Laboratorio Sperimentale UEMA3 (Universal Eye Movement Analyzer) presso l’Ospedale di Cattinara tra DEEI e Clinica Otorino, fu responsabile del Laboratorio stesso.
Il laboratorio fu utilizzato per un decennio per una diagnosi assistita da calcolatore delle malattie del sistema nervoso centrale e della periferia vestibolare, e per una buona parte delle ricerche sulla interpretazione modellistica dei meccanismi di adattamento, delle patologie e della riabilitazione dei sistemi di controllo occhi-testa.
Nel 1988 fece siglare una Convenzione di Ricerca di Neurofisiologia e Bioingegneria del controllo oculomotorio nelle patologie di interesse oftalmologico tra IRCCS “Burlo Garofolo” e Università di Trieste. A conclusione di un altro programma di ricerca e sviluppo, realizzò nel 1988 in quell’ospedale il Laboratorio Sperimentale EIREMA1 tra DEEI e Divisione Oculistica Burlo per lo studio dello strabismo, di cui assunse la responsabilità fino al 1997.
Il laboratorio fu da allora utilizzato per una diagnosi assistita da calcolatore delle malattie che portano al disallineamento degli occhi nella visione binoculare, e per una buona parte delle ricerche sulla interpretazione modellistica dei meccanismi di coordinamento oculomotorio, di recupero chirurgico della visione binoculare e dei meccanismi di riparazione plastica (adattamento e apprendimento) di queste funzioni.
Nel 1987, al suo ritorno a Trieste dopo il primo periodo trascorso a Bethesda all’NIH come Visiting professor di Bioingegneria, Inchingolo portò un bagaglio di conoscenze nell’ambito delle reti locali e geografiche e dei sistemi distribuiti, che gli permise di realizzare in breve tempo il primo embrione di rete triestina, la “GNBTS-net” interconnettendo tra di loro i propri laboratori di ricerca di Bioingegneria all’Università e all’Area di Ricerca di Trieste (CRSTBS, vedasi sotto), gli ospedali di Trieste, il Centro di Calcolo dell’Ateneo e il Laboratory of Sensorimotor Research dell’NIH a Bethesda.
A quel tempo iniziò a studiare e a sperimentare sistemi integrati a livello metropolitano per la gestione delle informazioni biomediche e la condivisione delle risorse, nonché l’integrazione tra informazioni morfologiche (provenienti da TC e da MRI) con informazioni funzionali (provenienti da UEMA3, EIREMA1, Mappe-EEG, potenziali evocati e strumenti di Audiologia), per una diagnosi multi-modale delle malattie del sistema nervoso centrale, che portarono dopo un decennio alla realizzazione del progetto di telemedicina DPACS (vedasi più avanti).
Su richiesta dell’allora Rettore Fusaroli, dopo una prima fusione di GNBTS-net con la rete di INFN - sezione di Trieste, nel 1989 realizzò una prima estensione della rete ad altre sedi dell’Ateneo e ad altri enti scientifici di Trieste, siti nel comprensorio dell’Area di Ricerca e anche al di fuori di esso.
In Area di Ricerca di Trieste nel 1989 fondò, insieme a colleghi bioingegneri, medici ed economi di altri Atenei, il Centro Ricerche e Studi Tecnologie Biomediche e Sanitarie (CRSTBS), la cui attività durata dieci anni segnò una tappa decisiva per il Technology Assessment, il governo delle tecnologie biomediche e l’Ingegneria Clinica nella Sanità italiana.
Inchingolo in CRSTBS realizzò, assumendone la direzione scientifica, il Laboratorio di Sistemi Informativi (LSI) e il laboratorio di Chimica Clinica.
Nell’ambito dell’LSI condusse vari progetti commissionati dal Ministero della Sanità e dagli Assessorati Regionali alla Sanità, tra cui la costituzione della banca Dati Nazionale delle Tecnologie Biomediche (BDTB), con la codifica CIVAB (vedi sotto) e l’Osservatorio Prezzi e Tecnologie (OPT), che andarono a costituire il fulcro dell’attività del Centro per l’Informazione e la Valutazione delle Apparecchiature Biomediche (CIVAB), creato allora nell’Area di Ricerca di Trieste su mandato del Ministero della Sanità, e che oggi sono universalmente utilizzati dalle AUSL italiane.
Nel 1991 promosse – e coordinò per l’Università di Trieste - una Convenzione - Gemellaggio tra Laboratori Europei di GNBTS-DEEI, Università di Trieste, LPPA-CNRS Parigi, Dept. Physiology – Erasmus Univ. Rotterdam e Max Plank Institute Monaco, con la responsabilità europea (fino al 1994) della modellizzazione del coordinamento binoculare e dello strabismo, portata avanti con finanziamenti europei.
Al gruppo si associarono successivamente altri tre gruppi da Durham (UK) e dal Belgio.
Questo gemellaggio portò ad una scambio di giovani ricercatori tra i laboratori che continua ancora oggi.
A seguito della Costituzione nel novembre 1991 del Centro Interdipartimentale di Servizi “Centro di Calcolo” (CISCC) dell’Ateneo triestino, dall’AA 1991/92 all’AA 1997/98 (anno di cessazione del CISCC) fu eletto Consigliere Diretto e Consigliere di Presidenza del Centro stesso.
Nel centro inoltre assunse la Presidenza della Commissione Reti di Ateneo (CRA).
A valle dell’esperienza di condivisione di risorse della rete GNBTS-net con INFN-net e delle prime estensioni agli altri enti scientifici, contribuì nel 1992, con il Rettore Borruso e il Prorettore Policastro, all’accordo formale tra tutti gli enti scientifici di Trieste denominato Sistema Informatico Scientifico Triestino (SIST) e guidato dall’Ateneo, con responsabilità nazionale del neonato Polo GARR di Trieste.
A Inchingolo fu data da Borruso la delega di rappresentare l’Università nel SIST, e quindi il SIST a livello nazionale.
Il SIST permise alla Trieste scientifica di lavorare insieme condividendo risorse umane, strutture, infrastrutture, competenze.
Nel 1992 entrò in funzione tra Trieste e Bologna (Cineca-GARR) il primo collegamento europeo a 2 Mbps; nel 1993 il primo servizio Europeo di posta elettronica (X400) - con collegamento, finanziato da Brussel - a 1,5 Mbps tra Trieste e gli Stati Uniti e fu realizzato in GNBTS il primo prodotto client MIME (per la gestione gerarchica del trasferimento delle informazioni RIS-PACS), che fu poi utilizzato per anni da tutta la comunità mondiale.
Infine, nel 1993, il SIST, insieme a Sip e Alcatel, realizzò una struttura MAN (DQDB) di interconnessione e di servizi di rete comune a larga banda (34 Mbps), che modificò da allora in modo significativo le potenzialità della comunità scientifica triestina.
Nel 1994, su richiesta del Senato Accademico, fondò e realizzò il Centro Interdipartimentale SAGIC - Servizio di Ateneo per la Gestione delle Immagini e Cartografia, coordinandolo fino al 1998.
Convenzionò il Centro con la Regione Friuli-Venezia Giulia – Direzione del Territorio, con l’INSIEL S.p.A. e con l’analogo centro dell’Ateneo udinese (Cartesio).
Il centro fu il primo esperimento di attività Interdipartimentale tra un numero discreto (7) di dipartimenti e con una dotazione strumentale che superò in due anni 1GL, integrata con le risorse di base dell’Ateneo e con i sistemi di archiviazione di immagini biomediche e di telemedicina che Inchingolo stava realizzando negli ospedali.
Le Convenzioni stipulate per SAGIC furono un trampolino di lancio per tutta una serie di attività in collaborazione tra i due Atenei, con la Regione e con l’Insiel, in particolare nel campo dell’Ingegneria clinica, della telematica e della telemedicina.
SAGIC fu nel 1998 trasformato nel Centro GEOLAB. Il Centro GEOLAB fu a sua volta l’embrione per la nascita del Centro di Eccellenza di Ricerca in Telegeomatica del MURST (vedi avanti).
Dal 1996 Inchingolo è Direttore Scientifico-tecnico e Project-leader del Progetto di Telemedicina DPACS (Data & Picture Archiving and Communication System), da lui promosso, in convenzione tra Università di Trieste, Area Science Park e ASS1 Triestina, Az. Ospedaliera Triestina e IRCCS Burlo Garofolo, per la gestione integrata a livello crescente dall’ospedale alla Sanità regionale e, in prospettiva, nazionale ed europea, di dati, immagini, segnali e referti di tutti i cittadini, mediante archiviazione distribuita e recupero funzionale di una “cartella medica integrata virtuale”
Questo progetto, che nasce come ovvia continuazione di progetti precedenti di telemedicina e di archiviazione di immagini iniziati già nel 1988, con l’installazione nell’Ospedale di Cattinara a Trieste del primo PACS commerciale in Europa e con la successiva “apertura” del sistema da parte del gruppo di bioingegneria alla rete biomedica triestina con lo sviluppo di dispositivi standard e basati su hardware a basso costo, è stato trainante per buona parte delle successive attività degli ultimi anni del gruppo di Inchingolo e di tutta la città di Trieste e della Regione FVG, nel settore dell’ITC.
Il progetto, già nel 1996, era stato, tra l’altro, riconosciuto dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, a fronte dei lavori del CRTA (vedasi sotto), come il prototipo della futura struttura sanitaria regionale.
Da esso, negli anni successivi, oltre alla pura messa in esercizio del prodotto, realizzato con una ricerca universitaria, per l’attività di routine di tutta la provincia di Trieste, sono scaturite nuove opportunità di collaborazione e di autofinanziamento delle ricerche a livello italiano ed europeo.
Un’estensione del progetto che prevede anche la creazione di server-farm per l’outsourcing dell’archiviazione a livello di regione o di nazione, è stato proposto il 16 giugno 2000, con l’acronimo di ArcMedNet, da DEEI, ITALTBS e PCS (Klagenfurt) alla Comunità Europea sul Piano europeo TenTelecom, con l’appoggio di Brussel e del Ministero delle Comunicazioni italiano.
Un importante riconoscimento dei risultati ottenuti con questo progetto è stato l’invito ad Inchingolo da parte della World Medical Association a scrivere il capitolo sui PACS del Libro “Next-Generation Healthcare”, prodotto a fine 2001 come riferimento ufficiale della WMA.
Nel 1996 Inchingolo fu nominato dalla Giunta Regionale FVG membro della Commissione Regionale Telecomunicazioni Avanzate (CRTA) con responsabilità delle Sottocommissioni Infrastrutture e Sanità.
Fu questa attività, che durò per due anni, fondamentale per instaurare un rapporto di franca fiducia della Regione nei confronti dell’Università e degli altri enti scientifici di Trieste, e di collaborazione anche con tutti gli altri Enti rappresentati nella Commissione.
Fu altresì fondamentale per definire le linee programmatiche della politica regionale nel settore delle telecomunicazioni avanzate – approvate alla fine del 1997 integralmente dalla Giunta - che furono utilizzate da Inchingolo come indirizzo generale in tutte le sue attività successive in ambito di informatizzazione della pubblica amministrazione, telematica sanitaria e telemedicina, smart-card dei servizi, gestione dell’emergenza sanitaria e di protezione civile, gestione del territorio e dei trasporti.
A seguito dell’attività svolta nella commissione CRTA, dal 1997 ad oggi Inchingolo ha ricevuto l’incarico dall’Insiel per conto della Regione FVG di Coordinatore tecnico-scientifico dei progetti di sviluppo, innovazione, sicurezza, legge e normativa regionale della Regione FVG nel settore telematico, incluse la telemedicina regionale e le azioni critiche.
In questo ambito ha potuto allargare la sua esperienza nella progettazione e realizzazione di sistemi complessi di telematica, coinvolgenti più di 600 enti pubblici, e di progettazione di norme e regole armonizzate con leggi e norme a livelli nazionale ed europeo, per l’interscambio sia a livello pubblico che tra pubblico e privato.
In questo ambito ha avuto modo di sviluppare notevolmente i suoi progetti di telemedicina e di telematica sanitaria, coinvolgendo dal vivo tutti gli attori della Sanità Regionale.
Nell’ambito di DPACS, nel 1997 Inchingolo ha realizzato il Laboratorio di Telematica Sanitaria (Health Telematics Laboratory - HTL) del DEEI - Università di Trieste, in collaborazione con l’Area Science Park (CRSTBS) e con l’Insiel S.p.A.
Il laboratorio HTL, in convenzione con l’Insiel, gestore della rete integrata della Regione FVG che include la rete della Sanità regionale con circa un migliaio di interconnessioni da due anni realizza i progetti più avanzati di telematica e di controllo degli accessi per la Sanità regionale e per l’amministrazione della regione FVG.
Nel 1997 è stato inoltre coinvolto, come Direttore Scientifico, in un progetto europeo denominato Adria-Danubio, promosso per l’Italia da varie istituzioni di Padova e di Trieste (Ateneo di Trieste, Centro Internazionale per i Trasporti – ISTIIE, Zona industriale di Padova, Interporto di Padova, Autoporto di Fernetti, e da altri minori) per il controllo telematico dei trasporti intermodali sul corridoio Europeo n. 5, da Brescia a Zahony (Ucraina).
Il progetto di pre-fattibilità, concluso nel 1998, è stato quindi utilizzato dal Governo italiano per la politica europea nel settore.
Nel 1999 Inchingolo ha stipulato una convenzione quadro con la società americana Cabletron, nell’ambito del quale ha realizzato, con la compartecipazione dell’Area di Ricerca e di Insiel oltre che di Cabletron, il Laboratorio di Reti Avanzate (Advanced Networking Laboratory - ANL) del DEEI.
Il laboratorio è stato da poco trasformato in laboratorio di eccellenza per il networking avanzato.
Nel 1999, a seguito della nascita formale del Centro Interdipartimentale di Neuroscienze (BRAIN) dell’Università di Trieste, Inchingolo ne ha assunto la responsabilità per l’Unità di Bioingegneria; associandovi il laboratorio di Neuro-modellistica e di DPACS.
Da settembre 1999 a Roma è Consigliere Direttivo dell’Istituto Mediterraneo per la Telematica in Sanità (IMTES), ove è impegnato in importanti progetti nazionali di telematica sanitaria e di telemedicina, tra cui il piano nazionale di formazione in telemedicina, il piano normativa e standardizzazione in telemedicina e il piano nazionale home-care ed emergenza sanitaria.
Questa attività, svolta a fianco di altri tre colleghi universitari, è stata molto preziosa per estendere la collaborazione tra i gruppi di bioingegneria di Trieste e di Napoli (prof. Bracale), conducendo in stretta sintonia una politica di rafforzamento del peso della bioingegneria italiana in questo settore.
L’attività in IMTES ha visto in questi mesi un forte ritorno a livello triestino, in quanto le industrie biomediche e di telecomunicazioni presenti in IMTES stanno ora attivamente partecipando ai progetti di telemedicina triestini.
Dal giugno del 1999 ha fatto parte del Comitato Promotore dell’ICETS – International Center for Transitional Studies, tra le Università di Trieste e Luiss di Roma, con responsabilità per l’Information Technology.
L’ICETS www.icets.org è stato inaugurato il 4 luglio 2000 alla Luiss alla presenza del presidente Croato Stipe Mesic; in questo ambito Inchingolo ha portato avanti un piano molto ampio di collaborazione con la Croazia e gli altri paesi confinanti, in particolare nei settori dell’informatizzazione della pubblica amministrazione, della telemedicina e dell’ingegneria clinica, nonché l’internazionalizzazione della Scuola di Specializzazione di Ingegneria Clinica di Trieste (SSIC) – vedi più avanti.
L’ICETS si è successivamente rivelato anche strumento molto importante per la politica di collaborazione con il Commissario Europeo alla Ricerca Philippe Busquin, portato avanti da Inchingolo nel corso del 2001.
A seguito della firma del nuovo Protocollo di Cooperazione Tecnico-Scientifica dei Ministeri degli Affari Esteri Italia-Croazia, dal 1999 al 2001 Inchingolo è responsabile per l’Italia del progetto di Telemedicina tra i due paesi Progetto n. 21 "Carta sanitaria elettronica" tra le Università di Trieste e di Zagabria. Per il 2002-2004 è stato inoltre proposto congiuntamente il nuovo progetto dal titolo: “Information and communication technologies for the Health Systems of the Centro-European Countries: Safety and privacy aspects”
In questo ambito, invitato al Parlamento croato in occasione della presentazione ufficiale del progetto strategico per l’informatizzazione della Croazia, ha concordato, anche come ICETS, una serie di azioni da parte dell’Italia nel settore della Sanità croata.
Queste azioni hanno portato dapprima al coinvolgimento del Ministro della Sanità della Croazia, all’avvio del Progetto HTA Trieste Action for Health Technology Assessment – TAHTA www.tbs.ts.it/TAHTA , e successivamente ad un ampio accordo sull’Ingegneria biomedica tra l’Università di Trieste e il Ministero della Sanità della Croazia (vedi più avanti) http://gnbts.univ.trieste.it/SSIC/agreements/mzrh2001.pdf (allegato 11).
Dal febbraio del 1999 a tutt’oggi Inchingolo è impegnato in un grande progetto di internetworking e integrazione di servizi di telematica in tutti i settori, conosciuto come “La nuova rete telematica della Trieste del 2000”, di cui è responsabile scientifico e Project Manager, nella veste di delegato rettorale.
Il progetto, dell’Università di Trieste, coinvolge tutte le realtà triestine dagli Enti Scientifici e dall’Area di Ricerca agli Ospedali, al Comune di Trieste, all’Insiel, alla Regione, ecc., e si estende su tutto il territorio triveneto di pertinenza dell’Ateneo Triestino e dell’Università di Udine.
La prima versione del progetto, consegnata nel marzo 1999 da Inchingolo al MURST sui piani GARR – Potenziamento Reti Regionali – GARRB-PoReR, era stato allora approvato e finanziato per un importo di quasi 2GL (di cui ½ dal CIPE e ½ dalla Comunità europea, sui fondi obiettivo 2).
Per il 50% il progetto è motivato dalle necessità di sviluppo del progetto di telemedicina DPACS, e consiste in un anello fisico in fibre ottiche per Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone, con protocollo SDH alla velocità di 622 Mbps su cui si sono inseriti tutti i poli primari di servizi: università, area di ricerca, Insiel, comune e ospedali, per Trieste, con collegamenti in XDSL a tutte le altre realtà cittadine, a medici di base, ecc.
Il finanziamento europeo fu congelato (si credeva perso) dal MURST (anche per le altre sedi italiane).
Inchingolo allora propose a Telecom ed ai Laboratori di ricerca CSELT (ora TelecomLab) di Torino una soluzione per il progetto triestino a costo incrementale zero rispetto ai costi correntemente supportati dai vari enti coinvolti con le reti tradizionali, a fronte di una sperimentazione complessiva i cui risultati Telecom avrebbe potuto utilizzare per la propria politica nazionale nel settore. Con questa soluzione, accettata da Telecom e da CSELT, oggi il progetto è diventato una realtà, totalmente operante su Trieste, e parzialmente (ovvero a bassa velocità (1-2 Mbps) sulle sedi territoriali..
Questa grande esperienza di lavoro comune, ha fortemente rafforzato i già stretti rapporti di collaborazione tra l’Ateneo, l’Area di Ricerca, l’Insiel S.p.A. e il Comune di Trieste e tutti gli altri enti triestini. Con questo progetto si è potuta realizzare a Trieste la prima rete fisica supportante – mediante adeguate separazioni con circuiti virtuali – sia le attività di servizio del Sistema Sanitario Regionale che quelle di ricerca e didattica di Medicina, Bioingegneria e Biologia.
Ad aprile 2001 il Governo comunicò che il Progetto di Ricerca GARR-PoReR era stato finanziato. A Inchingolo fu assegnato un finanziamento di 1.638 ML (WP 29). Questo finanziamento ha permesso a Inchingolo di creare un forte gruppo di ricerca ed operativo (circa 10 persone), che ha sviluppato da un lato la parte infrastrutturale del progetto stesso e dall’altro la parte applicativa.
Per quanto concerne la seconda, il progetto prevedeva due indicatori principali per il progetto: la teledidattica e la telemedicina. Tutti e due quindi sono stati fortemente sviluppati, con buoni risultati.
Per quanto riguarda il primo aspetto, il finanziamento ha permesso di progettare e finanziare la sperimentazione di una struttura a larga banda (fibra ottica) su tutte le sedi dell’Università di Trieste (a all’Università di Udine): Gorizia, Pordenone e Portogruaro (in Veneto), in collaborazione con Telecom Italia e Telecom Lab. Ciò si sta ottenendo applicando per la prima volta in Italia le tecnologie della IV generazione delle reti ad un contesto metropolitano e regionale, modello per l’Italia e per i Paesi del Centro Europa (per i quali Inchingolo sta realizzando insieme a varie industrie un Centro di Eccellenza per la formazione e la sperimentazione di reti cooperative - infrastrutture e servizi multimediali - per tutti i Paesi del Centro Europa). Si tratta di reti realizzate con anelli in FO SDH e GigabitEthernet, operanti con il protocollo MPLS, che permette di virtualizzare con estremo grado di sicurezza reti operanti a livello 3 ISO/OSI e dotabili di fortissimi strumenti di gestione della QoS (Qualità del Servizio). Questa rete, che sarà attiva sulla Regione FVG + Portogruaro a maggio 2002, vedrà anche il ridisegno della rete Triestina e servirà come backbone anche per l’aggiornamento della Regione (Ente Regione, Servizio Sanitario Regionale e Comuni del FVG).
A conclusione del progetto triennale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “The Verona Initiative”, celebrata con l’Arena Meeting III dal 5 al 9 luglio 2000 a Verona, che ha avuto come tema “Investing for Health, The Economic, Social and Human Environment”, Inchingolo è attualmente impegnato, insieme ad ITALTBS, Area di Ricerca di Trieste e alla Fondazione Madruzzo (Verona e Milano) alla realizzazione di un secondo progetto triennale dell’OMS, questa volta centrato su Trieste e sui paesi in transizione dell’Est europeo e del Sud Mediterraneo, dal titolo, “Trieste for Health Technology Assessment: special guidelines for East European Countries and South Mediterranean Areas”.
Il programma è stato presentato ad istituzioni pubbliche e private italiane ed estere (i partner target per il finanziamento il 22 ottobre 2000 nel Castello Madruzzo (Trento), sede della Fondazione Madruzzo. (vedasi www.tbs.trieste.it/TAHTA )
Lo scopo principale dell’iniziativa è una rivisitazione del Technology Assessment in Sanità, alla luce
delle grandi modifiche delle tecnologie biomediche dovute alla progressiva introduzione dell’IT e dell’ICT nella Sanità;
della reale applicazione del Technology Assessment nel paesi in transizione dell’Est europeo, sia in quelli Balcani che in quelli dell’ex URSS.
all’uso futuro, specie nei paesi in transizione, del personal.care e dell’home-care, piuttosto che di una sola rete di servizi centralizzati ospedalieri.
Il progetto – di cui Inchingolo ha assunto la direzione scientifica- ha ora concluso la parte di verifica dello stato dell’arte, e di costruzione di un primo supporto web per la gestione dell’HTA nei paesi in transizione. E’ in partenza la fase successiva che vedrà coinvolti molti partner italiani e stranieri.
Il 16 dicembre 2000, a conclusione della Conferenza Internazionale “Culture as a Bridge: Interuniversity Cooperation in the Adriatic-Ionian Basin”, tenutasi a Ravenna nell’ambito del Trattato di Ancona siglato dai ministri degli Esteri dell’Iniziativa Adriatico-Ionica il 20 Maggio 2000, i Rettori e Delegati Rettorali di 20 tra gli atenei presenti hanno firmato la “Ravenna Declaration on the establishment of the Interuniversity Network UNIADRION”.
La Ravenna Declaration è stata firmata per l’Italia dagli Atenei di Ancona (Rettore prof. Pacetti), Bologna (Rettore prof. Calzolari) e Trieste (Delegato del Rettore Inchingolo) (allegato 10).
Gli altri Atenei stranieri che hanno aderito sono: Banja Luka, Beograd, Corfù (Ionian), Ioannina, Maribor, Mostar “Dzemal Bijedic”, Mostar (Croatian), Patras, Podgorica, Rijeka, Sarajevo, Split, Beograd (Arts), Tirana, nonché l’Alternative Academic Network of Beograd, la Dubrovnik International University (DIU), l’Institute for International Relationships of Zagreb, l’ICETS e l’University Center of Koper-Capodistria:
Quest’iniziativa è stata per Inchingolo veicolo di ulteriori ampi contatti e collaborazioni con gli atenei di Ancona e Bologna, con la Farnesina e con molti degli atenei stranieri.
Lo scorso novembre, a seguito della messa a punto di un programma di ricerca ora finanziato dal MAE+MIUR per circa 1,3 M€, si è formalmente costituita UNIADRION, ove Inchingolo è presente nell’Assemblea dei Rettori a nome dell’Ateneo Triestino.
Nell’ambito di UNIADRION si sta realizzando, tra l’altro, una rete telematica di cooperazione e di e-learning, ed un ampio accordo di cooperazione di telematica sanitaria e di telemedicina tra gli atenei di Trieste, Patrasso e Ioannina, allo scopo anche di fornire supporto a tutta la costa compresa tra i due estremi.
Nel 2001 il MURST (ora MIUR) ha selezionato i primi Centri di Eccellenza di Ricerca finanziati dal Ministero stesso.
Il Gruppo di Docenti di GEOLAB aveva presentato un’articolata proposta di Centro di Eccellenza di Ricerca in Telegeomatica, che è stata approvata dal Ministero e finanziata per 1,5 GL.
Il Centro si articola in 9 WP, dai sistemi GPS all’archeologia.
Inchingolo è Responsabile del WP n.8 che ha due linee di ricerca:
· 8.1 Infrastrutture telematiche, dispositivi e normative.
· 8.2 Servizi telegeomatici critici in medicina.
Il CER di Telegeomatica sta diventando uno strumento di coesione di molte attività tecnico-scientifiche della Regione FVG e dei Paesi confinanti
La Convenzione siglata a Zagabria il 31 maggio 2001 rappresenta un punto di arrivo di una lunga serie di azioni e contemporaneamente un importante punto di partenza della politica di diffusione dell’ingegneria biomedica nei Paesi del Centro Europa, vista dal nostro Governo e da quello Europeo come un importante elemento in favore della stabilità e della futura integrazione dell’Europa allargata all’Est.
La convenzione stabilisce come coordinatori Inchingolo per l’Italia e il Ministro croato per la Croazia; e prevede i seguenti punti:
1. Cooperazione nello sviluppo della conoscenza applicata nei campi del governo, delle tecnologie e della gestione della sanità a livelli nazionale, regionale (o di contea), metropolitano e di unità ospedaliere e territoriali
2. Sviluppo congiunto, in particolare, dei settori dell'Health Technology Assessment (HTA), dell'Ingegneria Clinica, dell'Informatica Sanitaria e dell'Informatica Medica, della Telematica Sanitaria e della Telemedicina, nonché dell'Economia e dell'Organizzazione Sanitaria
3. Conduzione congiunta di programmi transnazionali ed europei per l'integrazione dei Sistemi Sanitari dei Paesi dell'Unione Europea con quelli candidati e in generale con i Paesi dell’Europa dell'Est, per il miglioramento della salute del cittadino Europeo e per una miglior assistenza sanitaria ai turisti.
4. Promozione di programmi europei di ricerca e in particolare della creazione dello Spazio Europeo della Ricerca e della sua estesione ai Paesi dell'Est Europeo.
5. Promozione di iniziative congiunte sociali, industriali e commerciali di high tech, tra la Croazia e l'Italia, atte a rinforzare e a supportare i programmi descritti ai punti precedenti, anche attraverso l'Iniziativa Adriatico-Ionica, l'Università Virtuale dell'Adriatico-Ionio (Uniadrion), la Central-European Initiative (CEI), la South European Coordination Initiative (SECI) ed ogni altra iniziativa specifica a cui i due Paesi aderiscano in futuro.
La convenzione prevede, inoltre, due azioni unilaterali:
· L'Università di Trieste, anche attraverso iniziative quali l'ICETS-Transitional Studies in comune con l'Università Luiss di Roma, promuoverà i rapporti istituzionali e di collaborazione ed integrazione transnazionale ed europea tra il Ministero della Sanità e il Governo della Repubblica della Croazia con i Ministeri della Sanità ed i Governi Regionali (in particolare della Regione Friuli - Venezia Giulia), Nazionali (in particolare dell'Italia) e dell'Unione Europea, nell'ambito delle tecnologie mediche e sanitarie e della gestione integrata della salute del cittadino europeo.
· Il Ministero della Sanità della Repubblica di Croazia, inoltre, favorirà, eventualmente anche attraverso altre componenti del proprio Governo, le azioni dell'Università di Trieste, nell'ambito delle tecnologie mediche e sanitarie e della gestione integrata della salute del cittadino europeo, atte a rafforzare l'attività dell'Università stessa, nonché della Ricerca Italiana ed Europea nello sviluppo scientifico-tecnologico con la Repubblica di Croazia e con gli altri Paesi dell'Est Europeo
Molte azioni comuni si sono succedute dalla firma della Convenzione:
a) si è iniziato un processo di cooperazione con la Comunità Europea e con varie realtà intermediarie(APRE, SECI, CCIAA di Trieste, Regioni FVG, ecc.);
b) si è disegnato un percorso formativo che ha portato alla costituzione del network didattico interuniversitario ABIC-BME (formalmente supportato dal Ministero della sanità Croato)
c) si è iniziato un percorso di trasferimento del Know How del SSR del Friuli Venezia Giulia al Ministero Croato
d) si è organizzato un ampio dibattito nell’ambito di MEDICON 2001, a Pola, sulla telematica sanitaria, sulla telemedicina e sull’ingegneria clinica nel terzo millennio, con l’organizzazione, insieme al prof. Bracale e con cappello AIIMB, di due sessioni speciali ed una tavola rotonda conclusiva, che ha visto per la prima volta un Ministro della Sanità del Paese ospitante il congresso di bioingegneria dibattere le problematiche e chiudere il convegno stesso con un fortissimo messaggio sul ruolo fondamentale dell’ingegnere biomedico nei sistemi sanitari;
e) grazie all’invito del Ministro Rukavina a Inchingolo ai lavori del Foro dei Ministri della Sanità di Europa organizzato a Ragusa-Dubrovnik dal 28 agosto al 2 settembre 2001 dal Consiglio d’Europa e dall’OMS-Europa, per dibattere le soluzioni da adottare ai sistemi sanitari dei paesi del Sud Est Europeo, Inchingolo ha potuto offrire ai Ministri della Sanità di tutti quei paesi il supporto didattico e scientifico della Bioingegneria Italiana, e in particolare della Rete ABIC-BME. Ciò lo ha portato a svolgere un ruolo di portavoce dei Paesi occidentali nei confronti dei Ministri del SEE, informalmente rappresentati dal Ministro croato, per un’azione comune nell’ambito delle tecnologie e dell’ICT.
In occasione della Giornata “L’Italia ed il futuro della Ricerca Europea”, organizzata il 25 gennaio 2001 del MURST in collaborazione con APRE, avendo collaborato per la stesura di alcune parti del Piano Nazionale della Ricerca (italiano) e del VI programma Quadro comunitario, Paolo Inchingolo fu invitato dal Sottosegretario alla Ricerca e dal direttore di APRE a partecipare alla Tavola Rotonda conclusiva della Giornata “Le aspettative del Sistema Scientifico nazionale e del Mondo Produttivo Italiano nella Prospettiva dello Spazio Europeo per la Ricerca” a nome della CRUI. Il dibattito che seguì alla Tavola Rotonda, a cui parteciparono anche il Commissario Europeo alla Ricerca Philippe Busquin, oltre al Ministro Zecchino e ai rappresentanti degli altri enti nazionali, fu l’inizio di un profondo dialogo – mediato dal Governo italiano, tra il Commissario Europeo e Inchingolo. Il Commissario accettò, in particolare , l’invito di Inchingolo a visitare il Sistema Scientifico Trieste – da lui proposto come ponte tra Brussel ed i Paesi candidati o aspiranti del Centro e del Sud-Est Europa. L’incontro Triestino avvenne il 16 Marzo – e in quell’occasione Inchingolo ebbe modo anche di organizzare un incontro secondario con l’ICETS (per il quale intervennero persone di grande rilievo nello scenario europeo).
Ad esso seguì l’invito da parte del Commissario Busquin ad Inchingolo a collaborare con la Direzione Generale della Ricerca a Brussel, in particolare nell’ambito dell’allargamento dell’Europa all’Est.
La prima grande attività portata avanti in tale ambito fu la realizzazione a Brussel del primo Convegno sulla mobilità dei ricercatori nell’Europa allargata: manifestazione, fortemente voluta anche dal Presidente Prodi, che ebbe degli ottimi risvolti successivi.
Il Consorzio LAB-CON – Laboratorio della Conoscenza e Multimedialità - è stato costituito a Roma il 31 luglio 2001. Inchingolo ha partecipato alla costituzione come procuratore Speciale Notarile dell’Università di Trieste. LAB-CON è un consorzio di 17 atenei italiani, di Nettuno e di Telecom-Lab, ed ha come scopo lo sviluppo di un piano industriale di ricerca sull’e-learning, a 360° dalle scelte pedagogiche agli strumenti di networking. Per il finanziamento del Consorzio, nel quale Inchingolo è anche Consigliere Direttivo, è stato chiesto un finanziamento di 15 GL sulla legge 297 per la ricerca industriale, che è in fase di valutazioneda parte del MIUR.
La Central and Eastern European University Network – CEEUN è una nuova iniziativa portata avanti con più di trenta atenei sino a Mosca, Praga, Bratislava, ecc., con l’apporto congiunto di ICETS insieme a OSSFI (Università di Udine), OITS/ITDO (Università di Venezia) and CSNEA/CNEAS, come rete operativa di questi centri italiani. A questa rete Inchingolo sta dando supporto di coordinamento di segreteria e l’apporto scientifico nei campi dell’ICT, della telematica sanitaria e della telemedicina.
Inchingolo ha presieduto gare d’appalto dell’Università, Commissioni di Concorso di Dottorato, di Borse di Studio dell’Università e dell’Area di Ricerca, di ammissione alla Scuola di Specializzazione in Ingegneria Clinica, concorsi di ruolo nell’Università e in varie ASL italiane, nonché valutazioni per finanziamenti di Obiettivo2, dell’Università, ecc.
Inchingolo, infine, ha partecipato e partecipa come membro a vari altri Organi, tra cui:
· dal 1980 al 1985 Segretario della Commissione di Presidenza della Facoltà di Ingegneria
· dal 1980 al 1994 Consigliere Direttivo della Sezione di Bioingegneria Elettrica dell’AEI
· dal 1997 ad oggi Consigliere Direttivo del Laboratorio di Informatica Civica (LIC), tra Università di Trieste, Insiel e Area Science Park
· dal 1998 Consigliere e Responsabile dell’Unità di Bioingegneria del Centro di Bioimaging Regionale CRANI
· dal 1998 Membro del Consiglio Scientifico e responsabile del Settore Bioingegneria del GEOLAB-CSPA (già SAGIC) dell’Università di Trieste
· dal 1999 Membro della Commissione Didattica della Facoltà di Ingegneria, nella veste di Direttore della Scuola SSIC
· dal 1999 membro della Commissione Archivi dell’Università di Trieste, in collaborazione con l’Università di Padova per il Progetto Giuliarchivi, nella veste di Delegato del Rettore.
Paolo Inchingolo collabora complessivamente con l’amministrazione dell’Ateneo e, in particolare, con il Rettorato da 13 anni consecutivi, nell’arco dell’ultimo mandato di Rettore del prof. Paolo Fusaroli, dei tre mandati successivi di Rettore del prof. Giacomo Borruso e dei due attuali mandati di Rettore del prof. Lucio Delcaro, facendo formalmente parte della Staff di Rettorato dell’Università.
La sua attività in rappresentanza dell’Ateneo in questo lungo periodo si è sviluppata nei settori di punta dell’Information e Communication Technology - telematica, informatica avanzata, bioingegneria e telecomunicazioni, e gli è stata facilitata dall’atmosfera di fiducia che tutti e tre i Rettori hanno instaurato, dando alle deleghe un carattere di ampia autonomia, anche nei rapporti con gli enti esterni, pubblici e privati.
· Nel 1987, a seguito della realizzazione della rete Biomedica Triestina “GNBTS-net”, l’allora Rettore prof. Paolo Fusaroli gli diede conseguentemente mandato di estendere questa realizzazione a tutto l’Ateneo, e ai rapporti con gli altri Enti di Ricerca.
· Nel 1990 il Rettore Borruso lo delegò formalmente al Coordinamento della Rete Biomedica di Trieste nel rapporto dell’Ateneo con gli Enti Biomedici e territoriali.
· Nel 1991 lo delegò anche a tenere i rapporti dell’Ateneo con l’MIT e con la SISSA per la costituzione dell’Istituto Sistemi Intelligenti.
· Dall’anno 1991 al 1997 gli diede inoltre mandato di rappresentare l’Università nelle Esposizioni di Ricerca Avanzata.
· Nel 1992, alla costituzione del Sistema Informatico Scientifico Triestino (SIST), lo delegò a rappresentare in esso l’Università di Trieste, e quindi di conseguenza il SIST a livello nazionale, essendo l’Ateneo il capofila dell’accordo e responsabile formale verso il MURST del Polo GARR di Trieste.
· Nel 1992 lo nominò anche Delegato Rettorale nella Commissione Informatica della CRUI
· Nel 1993 lo nominò rappresentante dell’Università di Trieste nel Comitato Tecnico del CINECA, carica rinnovata sino al 1998.
· Nel 1998 il Rettore Delcaro gli diede una delega permanente nella Commissione GARR della CRUI, per la realizzazione della nuova rete nazionale della ricerca.
· Nel 1998 lo ri-nominò rappresentante dell’Università di Trieste nel Comitato Tecnico del CINECA, carica rinnovata sino al 2004.
· Nel 1998 gli diede anche una ampia delega rettorale permanente per il settore della Telematica e per i conseguenti rapporti con gli Enti e le Istituzioni pubbliche e private.
· Dall’AA 1998-99 lo nominò Delegato per le problematiche delle reti di Ateneo e i conseguenti rapporti con gli Enti esterni, attribuendogli dall’1.1.99 un’indennità di carica accademica.
· Nel 1999, con l’entrata in funzione del nuovo regolamento del Sistema Integrato di Reti di Ateneo, lo nominò anche Presidente del Nucleo per la Sicurezza Informatica dell’Ateneo.
· Nel giugno 1999 gli diede l’incarico di partecipare al Comitato Promotore dell’ICETS – International Center for Transitional Studies, tra le Università di Trieste e Luiss di Roma, affidandogli la responsabilità per l’Information Technology, per portare avanti un piano di collaborazione con la Croazia e gli altri paesi confinanti, in particolare nei settori dell’informatizzazione della pubblica amministrazione, della telemedicina e dell’ingegneria clinica.
· A settembre 1999 gli conferì Procura Speciale notarile per la costituzione, insieme ad altri Atenei, ad industrie e ad altri enti pubblici, dell’Istituto Mediterraneo per la Telematica in Sanità (IMTES) a Roma, nel quale è attualmente Consigliere Direttivo.
· A dicembre del 2000 lo delegò a firmare l’adesione Pettorale alla Ravenna Declaration per la costituzione di UNIADRION – Università Virtuale dell’Adriatico e Ionio – Trattato di Ancona.
· Ad ottobre del 2001 lo confermo quale membro per l’Università di Trieste dell’Assemblea dei Rettori di UNIADRION.
Dal 1996 Inchingolo ha Delega del Commissario Straordinario dell’IRCCS “Burlo Garofolo” per i rapporti con il MURST-GARR.
Inchingolo ha correntemente in attivo varie collaborazioni industriali di ricerca, sviluppo, progetto e didattica, nonché il Progetto GARR-B PoReR – WP29 e il Centro di Eccellenza di Ricerca in Telegeomatica – WP8, con i finanziamenti dei quali, ha in carico
4 ricercatori del raggruppamento K06X ora ING-INF/06 di cui:
· 3 a contratto
· 1 assegnista in co-finanziamento con il MURST
6 tecnici / amministrativi a contratto.
L’attività
di Paolo Inchingolo è documentata da circa 300, così complessivamente
distribuite:
Sede delle pubblicazioni
RI Rivista Internazionale 40
di cui abstracts 11
LII Libro Internazionale - capitolo su
invito 11
LI Libro Internazionale 6
CI Congresso Internazionale 88
II Relazione Invitata Internazionale 40
Totale internazionali 185
RN Rivista Nazionale 4
LNI Libro Nazionale - capitolo su invito 9
LN Libro Nazionale 5
CN Congresso Nazionale 39
IN Relazione Invitata Nazionale 37
Totale nazionali 94
REL Relazione 24
TOT Totale 303
Argomento delle
pubblicazioni
AUD Audiologia 9
COT Controllo Occhi-Testa 121
EEG Elettroencefalografia 21
ESB Elaborazione Segnali Biomedici 17
IC Ingegneria Clinica 27
ICT Informat. & Commun. Technology 26
IM Informatica Medica 14
SBM Strumentazione BioMedica 31
TS Telematica Sanitaria /Telemedicina 37
TOT Totale 303
Tipologia delle
pubblicazioni
Totale Articoli
Estesi (>=4 pp.) 123
Totale Articoli Brevi
(2-3 pp.) 63
Totale Abstracts 77
Totale altri 40
Totale invitati 121
La sua attività è inoltre testimoniata da alcune decine di articoli, presentazioni e interviste sulla stampa, alla radio e alla televisione locali e nazionali, dei quali si allega tra i titoli alcuni articoli significativi apparsi negli ultimi due anni, sui versanti scientifico, ed organizzativo, in particolare in relazione all’opera di internazionalizzazione dell’Università di Trieste e alla creazione dell’Università del Centro Europa (Università dell’INCE).
L’attività è ancora documentata da molte pubblicazioni, per la gran parte su riviste e libri internazionali, pubblicati con il suo supporto scientifico e finanziario dai suoi collaboratori, allievi o ex allievi, operanti in centri italiani, europei e statunitensi, con espressa citazione sugli Acknowledgements.
La gran parte dell’attività del prof. Inchingolo è documentata in Internet, sul portale delle Tecnologie Biomediche di Trieste: www.tbs.trieste.it, di proprietà del gruppo GNBTS, che gestisce i seguenti siti:
· i laboratori triestini di bioingegneria del gruppo (GNBTS, HTL, ANL, NEUROMOD, DPACS)
· la Scuola SSIC
· l’Adriatic Balcanic Ionian Cooperation on BME (ABIC-BME)
· il Gruppo Nazionale di Bioingegneria (GNB) del CNR
·
the
Trieste Action for Health Technology Assessment (TAHTA)
· il Gruppo Nazionale Movimenti Oculari (GIMO)
·
International
Center for Transitional Studies (ICETS)
· Il centro Interdipartimentale di Neuroscienze BRAIN
· Il progetto FIRMA
· Il Gruppo progettazione rete per la Sanità regionale
· L’Ingegneria Clinica di Trieste
· Il Progetto di Teledidattica e Teleformazione
· Il Laboratorio Virtuale di ANL (reti avanzate)
· vari altri gruppi
· pubblicazioni del gruppo GNBTS-HTL-ANL
· tesi di diploma, di laurea e di specializzazione, di dottorato.
Paolo Inchingolo ha organizzato molte presentazioni sulle proprie ricerche di Bioingegneria, sulla ricerca avanzata dell’Università di Trieste nonché su quella della Trieste scientifica, con eventi come le Colombiadi del 1992 a NewYork, alcuni eventi alla Fiera di Milano o l’Esposizione Ricerca Avanzata (ERA) di Trieste in tutte le sue edizioni dal 1991 al 1999-2000, organizzando anche in ogni edizione tavole rotonde sugli argomenti più significativi del momento.
Ha organizzato ed organizza congressi e workshop nazionali ed internazionali.
E’ invitato come Coordinatore e/o Chairman in molte Giornate di Studio e congressi nazionali e internazionali.
E’ membro del Consiglio Scientifico di Congressi nazionali e internazionali.
In relazione agli ultimi 4 anni, l’attività di organizzazione dei più significativi eventi scientifici è la seguente:
1.
The
Coordination of binocular eye Movements,
GIMO bi-annual meeting, Area Science Park, Trieste, June 24-26, 1998,
Chair and Organizer
2.
European
Congress for Visual Perception (ECVP), Trieste, August 22-26, 1999, Member of
the International Scientific Committee
3.
Telemedicine
& Health Informatics: R&D in Italy, European Community and
International Cooperation, MOSAN, Milano, October 12-14, 2000, Member of the
Scientific Committee
4.
TAHTA
- Trieste Action for Health Technology Assessment. International presentation
and discussion of the Project, Madruzzo Castle (Trento), October 21-22, 2000,
Organizer and Co-Chair
5.
Workshop and update course "Sicurezza Elettrica negli Ospedali, November 11, 2000, Area
Science Park, Trieste, AEI, Sez. Trieste e DEEI-SSIC, Organizer and Chair
6.
Smart
Card Italia 2000. - Meeting on
technologies and applications of electronic cards, Milano, December, 11-12, 2000, University of Milano - Bicocca,
Member of the Scientific Committee
7.
Visit
of the European Research Commissioner Philippe Busquin to the Trieste Scientific-technological System,
Area Science Park, Trieste, March. 16, 2001, Co-Organizer
8.
Scientifical
Presentation to the European Research Commissioner of ICETS - International Center for Transitional Studies, University
of Trieste, Trieste, March 16, 2001, Co-Organizer and Member of the
Scientifical Committee
9.
BIOSYS
2001. ANIPLA - National Meeting on "Health and Medical Systems: Automation
and Informatization", Genova, April 5-6, 2001, Member of the Scientific
Committee
10.
MEDICON
2001, IX Mediterranean Conference on Medical and Biological Engineering &
Computing, Pula, Croatia, June 12-15, 2001,
Member of the International Scientifical Committee
11.
Special
Session SS1 - Health telematics and telemedicine: technology, methodology and
management aspects, MEDICON 2001, Pula, Croatia, June 14, 2001,Organizer and
Co-Chairman
12.
Special
Session SS2 - Clinical Engineering toward the third millennium: what is
challenging?, MEDICON 2001, Pula, Croatia, June 15, 2001, Organizer and Chairman
13.
EU
Conference "An enlarged Europe for researchers", June 27-28, 2001,
Brussel, Member of the Organizing Committee
14.
The IV
CEI - (Central European Initiative) Summit Economic Forum, Trieste, PP2 - Projects for the European Integration
of the CEI region. Nov. 21-24, 2001, Organizer and Chair
15.
Telemedicine
in care delivery, Italian NIH Symposium, June 12-16, 2002, Pisa, Member of the
Scientific Committee
__________________________________________________________
Il controllo Occhi-Testa, ovvero lo studio fisiologico con interpretazione modellistica dei sistemi di controllo dei due occhi e della testa che hanno il ompito di:
a) di stabilizzazione delle immagini del mondo esterno acquisite dalle due retine in vari condizioni di movimento del soggetto e/o del mondo (sistemi vistibulo-oculomotori e ottico-cinetici) e
b) di ripuntamento o inseguimento di un dettaglio di interesse nel mondo visivo (sistemi saccadico e di smooth pursuit),
hanno rappresentato il filone più importante di tutta l’attività scientifica “storica” di Paolo Inchingolo, anche perché lo ha visto crescere dalle prime esperienze squisitamente neurofisiologiche degli anni ’70 alle proposte complesse di idee innovative sul controllo distribuito-parallelo dei globi oculari degli ultimi anni.
L’attività svolta in questo settore ha avuto dei sostanziosi risvolti di carattere clinico – in tutti i campi interessati, ovvero otorino, neurologico, oculistico, chirurgico (oftalmologico, neuro e otorino) e radiologico – e in altri campi della vita come lo sport, l’ergonometria nella guida o l’automazione industriale.
Inoltre, la parte più affascinante di questi studi è stata quella sull’apprendimento e sull’adattamento (plastico e non) di questi sistemi, iniziata essenzialmente con la collaborazione statunitense nel 1987 al Laboratory of Sensorimotor Research dell’NIH, e che è stata ed è oggetto di proposte di meccanismi, formalizzate da modelli anatomo-funzionali, di carattere distribuito e parallelo su sistemi alquanto complessi.
Il problema del coordinamento dei due occhi, in un contesto meccanico-ottico che, al di fuori della visione in posizione primaria, vede una necessità di compromesso al fine di far sovrapporre nel modo più soddisfacente (ma mai in modo perfetto) in corteccia visiva le immagini acquisite dalle due retine quando gli occhi esplorano una qualsiasi parte dello spazio (al riguardo si veda la Home page del sito nazionale del Gruppo Italiano del Movimento Oculare www.tbs.trieste.it/GIMO che esplicita questa problematica), è stato l’ultimo – in ordine cronologico di interessi (1990) - degli argomenti affrontati con molto fascino, e che da un decennio ha saldamente unito il gruppo triestino con i gruppi di eccellenza europei dell’LPPA del CNRS alla Sorbona a Parigi, del Max Plank Institute prima a Seewiesen e poi a Monaco, del Dipartimento di Fisiologia Umana dell’Università Erasmus di Rotterdam e del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Durham.
La cosa che da venti anni ha forse più entusiasmato lo scrivente in questo ambito, è stata la possibilità di trasmettere agli allievi del corso di Bioingegneria per l’indirizzo di Biomedica di Ingegneria Elettronica, ambientato sulla modellistica dei sistemi neurofisiologici, lo spirito dell’approccio a queste ricerche, infondendo loro un senso critico che non avevamo avuto occasione di sviluppare durante corsi precedenti. Il sottoporre agli allievi i problemi di stabilizzazione visiva di un robot antropomorfo, durante i movimenti delle sue telecamere o del suo supporto mobile o/e in presenza di turbamenti del mondo ad esso circostante, analizzando ciò che la natura ha saputo e dovuto fare per risolvere analoghi problemi, dal sensore visivo a risoluzione variabile alla necessità di un sensore inerziale per le alte frequenze, ai bisogni di limitare le bande dei segnali acquisiti dal sensore per evitare aliasing, alla difficile ma necessaria riconduzione a un controllo bidimensionale di ciascuna telecamera che deve peraltro spostarsi – in ambiente binoculare – in tre dimensioni, è stato ed è tuttora un graditissimo esempio di integrazione tra ricerca e didattica. Analogamente lo è il trasporre allo studente i problemi di ripuntamento e inseguimento visivo – ma anche tattile - di un oggetto di interesse da parte del robot, andando ad imparare dalla natura (ed ancora una volta dai risultati degli studi fatti personalmente) come ottimizzare ad esempio un movimento di rifissazione saccadica per essere efficaci con perdita di visione nel minor tempo possibile, realizzando in condizioni particolari di controreazione sui neuroni fasici dei sistemi di controllo l’ottimizzazione di controlli PD sui muscoli extraoculari affetti da alta viscosità in un contesto di saturazione dei segnali di controllo stessi.
Su questa esperienza di travaso della ricerca sulla didattica, è stato incoraggiante il fatto che poi non pochi di questi allievi sono stati molto ben accetti per questo loro senso critico nei laboratori di colleghi stranieri.
Questi studi (1974-1979) consistevano nello studiare le traiettorie dei movimenti dei due occhi (nel gatto) durante la veglia, la sonnolenza, il sonno leggero e profondo e il sonno paradosso (che nell’uomo si associa ai sogni) (COT-1-5-15), nonché le interazioni tra input visivo e stato di vigilanza (COT-9).
Furono molto importanti per capire, successivamente, da bioingegnere, molti problemi legati allo stato generale di attivazione dei pull neuronici, mediato dalla sostanza reticolare aspecifica, tra cui la modifica, in funzione dello stato di vigilanza e di eccitazione, delle non linearità dei neuroni fasici e quindi delle modifiche di costante di tempo di alcuni circuiti chiusi attorno ad essi e in ultima analisi delle velocità dei movimenti saccadici.
E’ stato il primo filone di ricerca, iniziato nel 1972, con anni di attività sperimentale intervallati allo sviluppo di strumentazione ad hoc necessaria per effettuare le ricerche.
Gli studi sul pretetto nel gatto (COT-2-4-6-7-8-13-21-23-24), oltre ad aprire la mente ad un modo di pensare – quello del fisiologo medico – differente da quello di un allievo di ingegneria, furono molto importanti per comprendere il significato di quelle stazioni del sistema oculomotorio, che si scoperse essere sede di reazioni neurali positive provenienti dalla periferia vestibolare (con l’effetto di diminuire – di circa di 5 volte – la frequenza di taglio di un filtro passa-basso anti-aliasing per i segnali otticocinetici localizzato poi nel nucleo reticolare del tegmento del ponte) (COT-21-23) e di reazioni neurali negative provenienti dall’efferenza muscolare (con l’effetto di chiudere un anello locale nervoso di reazione per il controllo saccadico) (COT-24).
Nel 1977 iniziò l’attività sperimentale in ambiente clinico, e in particolare nei laboratori di vestibologia della Clinica Otorino.
I primi studi furono relativi all’analisi e all’interpretazione del nistagmo evocato con stimoli calorici (COT-10-11), per poi passare a quella del nistagmo evocato anche da una sedia rotatoria (COT12-14).
I primi risultati modellistici al riguardo furono presentati nel 1981 (COT-16-17), mentre nel 1982 fu proposta una spiegazione modellistica - basata sulla valutazione del rumore di informazione - al succedersi delle fasi rapide e lente del nistagmo (COT-18-19).
Seguirono nel 1985 studi sulla regolarità e sul ritmo del nistagmo (COT-25).
Una sintesi completa, al tempo, sui metodi di registrazione del nistagmo è stata prodotta nel 1992 per invito come capitolo esteso del libro GIMO-90 (COT-82).
Questo filone, iniziato parzialmente già ai tempi degli studi pretettali, divenne certamente uno dei filoni portanti nella ricerca condotta in ambito COT.
Agli inizi degli anni ‘80 una grande raccolta di dati sperimentali di movimenti saccadici da soggetti umani normali permise di definirne le caratteristiche salienti (COT-20), anche confutando dati in bibliografia, ottenuti negli anni ‘60 lavorando con bande di frequenza eccessivamente limitate.
Un interessante gruppo di ricerche portò nel 1985 alla proposta di metodi di valutazione delle caratteristiche salienti pulse generator, un gruppo di neuroni del ponte deputato alla generazione dell’impulso di comando saccadico in termini di velocità, mediante interpretazione modellistica delle caratteristiche parametriche di famiglie di saccadi (COT-26).
La diagnosi di malattie neurologiche dall’interpretazione modellistica delle modifiche patologiche delle caratteristiche di famiglie saccadiche fu un successivo passo intrapreso nel 1984 (COT-27).
Una completa proposta di standardizzazione delle misure saccadiche e dell’interpretazione delle famiglie di risposte fu completata e proposta nel 1985 per la parte di identificazione ed elaborazione (ESB-10) e nel 1987 per la parte interpretativa (COT-41) ed è tuttora usata dalla gran parte dei laboratori di ricerca e clinici nel mondo.
Sul versante clinico furono inoltre proposte metodologie per la semeiotica delle alterazioni delle saccadi nelle patologie della fossa cranica posteriore (COT-37).
Questi studi iniziarono nel 1984 (COT-22-28), insieme ad una originale proposta modellistica del controllo bilaterale delle saccadi nelle strutture del ponte e del prepositus hypoglossi, mediate dal cervelletto (fastigio per la parte statica e vestibolo-cervelletto per quella dinamica), che fu con successo presentata nel 1985 (COT-29).
Gli studi proseguirono anche sul versante vestibolare (COT-32).
Una proposta controcorrente sulla modalità di realizzazione del meccanismo di controllo adattivo dello zero di compensazione neurale del polo dominante del sistema oculomotorio causato principalmente dalla visco-elasticità dei muscoli extraoculari, fu presentato nel 1996 (COT-31).
In quell’occasione nacque una sfida di pensiero tra Inchingolo e Lance Optican, leader americano nel settore operante all’LSR, NIH, Bethesda, che portò all’invito l’anno successivo da parte di Optican a Inchingolo di iniziare una ricerca in comune all’LSR, al fine di verificare le due opposte teorie.
Intanto a Trieste continuavano gli studi, anche sul versante della maturazione (COT-34).
Questi studi (1985-1988) portarono interessanti conseguenze su teorie generalizzate sulle operazioni seriali effettuate dalla corteccia visiva verso le zone motorie oculari, sotto il controllo della volontà, in particolare per rispondere a necessità differenziate di velocità e/o accuratezza nelle risposte motorie (COT-30-38-39-48).
Furono anche proposte nel 1991 metodiche di applicazione clinica dell’analisi delle latenze nell’ambliopia infantile (COT-71).
Nel 1986 iniziarono in modo sistematico gli studi del sistema di inseguimento lento (o smooth pursuit), focalizzando l’attenzione sulle modifiche indotte da patologie otoneurologiche (COT-35-54).
Esse continuarono con gli studi e proposte interpretative anche delle risposte globali (ovvero del movimento complessivo includente anche le eventuali saccadi correttive) (COT-48-78-84).
Furono quindi estese dal 1989 al 1995, nell’ospedale infantile IRCCS Burlo Garofolo, agli studi sui bambini normali (COT-50-87-95) e quindi in quelli strabici (COT-64-96) e con infarto cerebellare (COT-67), giungendo quindi a nuove proposte di interpretazione modellistica e di analisi comparata di altre proposte in bibliografia (COT-62). Alcuni studi furono nel 1997 eseguiti in Dipartimento di Psicologia di Durham con John Findlay (COT-109).
Una sintesi sul sistema di inseguimento lento nell’anziano è stata prodotta nel 1994 per invito come capitolo del libro GIMO-94 (COT-99).
Ulteriore interesse al sistema di inseguimento lento è stato successivamente posto (1995), relativamente alla necessità o meno di ricostruzione della posizione nell’inseguimento (COT-101), che ha quindi portato nel 1999 ad una proposta di struttura funzionale del sistema di inseguimento lento (COT-116).
Questo filone iniziò nel 1987 (COT-43) per continuare fino al 1992 (COT-45-51-52-65-68-70-74-77-81), e portò a dei buoni risultati di interpretazione morfologica e modellistica di una varietà di patologie degenerative, tra cui anche la sclerosi multipla.
Con il gruppo dei neurologi di Sassari, inoltre si è studiata l’interpretazione delle risposte saccadiche in alcune malattie ereditarie (Melas/Merrf) (COT-110-111).
Con l’inizio degli esperimenti sulle scimmie a Bethesda, nel 1987, si ottennero dei risultati molto interessanti, benché estremamente complessi. I muscoli oculari delle scimmie per la prima volta nella storia furono indeboliti con la tossina botulina, e ciò provocò anche degli effetti non previsti: dipendenze non lineari della viscosità e della elasticità muscolare, isteresi tra innervazione e movimenti (COT-36).
I risultati confermarono le teorie di Inchingolo: nel controllo polo-zero la componente tonica del controllo, ottenuta per integrazione di quella fasica viene adattata in guadagno verso i motoneuroni in funzione del guadagno complessivo in DC (controllo proporzionale) del sistema, incluse eventuali lenti correttive, mentre quella fasica (controllo derivativo) viene adattata in guadagno per fornire lo zero corretto e, in caso di saturazioni non lineari, l’anello di reazione viene rallentato producendo così profili di velocità con spettro più piatto, con automatica modifica anche del guadagno della componente fasica (dello zero). Essi furono oggetto di varie presentazioni e pubblicazioni (COT-40-42-44-47), ove furono evidenziati anche altri risultati ottenuti da questo studio: adattabilità del sistema in modo dipendente dalla posizione oculare, adattabilità di un ciclo anti-isteretico, rivisitazione del meccanismo di base dei ponti di actina-miosina. Queste ricerche portarono a vari successivi approfondimenti, presentati anche in molti eventi su invito (COT-57-58-59-60-63-66-72-75-83-90-91), anche come base per la diagnosi neurologica (COT-73).
Una sintesi completa, al tempo, sui modelli matematici del sistema saccadico è stata prodotta nel 1992 per invito come capitolo esteso del libro GIMO-92 (COT-79) mentre un review esteso sull’interpretazione personale e delle altre correnti di pensiero dei meccanismi di adattamento e di compensazione è stata prodotta nel 1994 per invito come capitolo esteso di un libro internazionale del settore (COT-98).
Alla fine degli anni ’80 si era rivisitato il complesso meccanismo sistema visuo-vestibolare: l’accoppiata di due macro-sistemi, l’uno aperto (quello vestibolare – riflesso vestibulo-oculomotore o VOR) e l’altro chiuso (quello otticocinetico – OKR), ognuno dei quali suddivisibili in almeno due sistemi, il primo per la sorgente del segnale (rotatorio o traslatorio) e il secondo per la sede della chiusura dell’anello visuo-motorio (sottocorticale o corticale).
Sulla base delle ricerche svolte precedentemente sul pretetto e sul nistagmo rotatorio, un significativo passo verso la comprensione dei meccanismi complessivi di interazione dei due macro-sistemi fu la proposta di un modello anatomo-funzionale (COT-49), portato avanti parzialmente anche insieme a David Robinson a Baltimora.
Questo lavoro potè anche beneficiare di un cospicuo numero di esperimenti di interazione visuo-vestibolare realizzati su soggetti normali e patologici a Cattinara con il laboratorio UEMA3.
Questi dati sperimentali portarono tra il 1989 e il 1991 a diversi lavori di interpretazione clinica (COT-55-56-69).
Nel 1991 furono analizzati, a Bethesda, i meccanismi di interazione VOR-OKR evidenziando le due componenti di ciascuno in funzione di un parametro sinora non considerato: la distanza visiva. Ecco quindi che fu possibile associare ai movimenti di traslazione (ovviamente dipendenti dalla distanza) il VOR translazionale e l’OKR corticale, e a quelli di rotazione il VOR rotazionale e l’OKR sottocorticale (COT-61). Si stava dando finalmente una visione unitaria all’interazione di questi due sottosistemi, mettendo chiaramente in ballo l’errore di parallasse sulla componente lineare.
Questi lavori furono continuati per molti anni dal collaboratore Busettini insieme al collega americano Miles, producendo degli ottimi risultati.
Una sintesi alquanto completa sulle interazioni visuo-vestibolari e sull’interpretazione modellistica delle stesse è stata prodotta nel 1996 per invito come capitolo esteso del libro GIMO-96 sulle interazioni visuo-vestibolari (COT-108).
Nel 1989 fu intrapreso lo studio dei movimenti attivi della testa e della coordinazione occhi-testa in ambiente naturale. Per condurre questa ricerca fu necessario realizzare strumentazione originale adatta sia per gli occhi (la testa era libera di muoversi) che per la testa (COT-53).
In quell’ambito furono quindi sviluppate nel 1993 le potenzialità di studio a testa attiva, anche nella patologia (COT-86-89), e furono portati avanti alcuni lavori, finanziati a Genova dalla CE, di analisi di procedure in ambiente industriale per sostituirle con robot. Il lavoro più significativo del 1992 è lo studio delle strategie di scansione occhi-testa delle pezze in movimento in un tribunale tessile (COT-80).
Le ricerche condotte sino alla fine degli anni 80 facevano riferimento realisticamente all’occhio ciclopico. Cioè si studiavano le caratteristiche dei movimenti come se i due occhi si comportassero come uno solo, si ipotizzavano i controlli oculari come se fossero uguali per ambedue gli occhi, come da più di cento anni si andava a sostenere ovunque, riportando, al limite dell’assurdo, la legge di Hering del 1868 dell’eguale innervazione dei due occhi.
Evidentemente si sapeva che gli occhi potevano convergere o divergere, ma si ascriveva questo compito alla semplice necessità di modificare, in modo quasi statico, la distanza di convergenza dei due occhi associandovi, in modo rigido, la costrizione della pupilla per la regolazione della luce e l’accomodamento del cristallino per la messa a fuoco.
Appena agli inizi degli anni ’90 ci fu attenzione su questo problema, in particolare grazie alla creazione del gruppo europeo Trieste-Parigi-Rotterdam-Monaco.
Fu questa un’esperienza molto bella, di interscambio di persone e di mezzi, che continua a tutt’oggi.
Il gruppo europeo affrontò un numero notevole di problemi, alla cui soluzione il contributo di Trieste, responsabile per la modellizzazione e per la componente oculistica, fu abbastanza rilevante.
In particolare, tra i risultati, va ricordato:
1) la rivisitazione (1993) delle problematiche di conflitto sensori-motorio (COT-88).
2) l’attenta analisi (1993-1994) dei drift oculari differenziali dei due occhi alla fine delle saccadi in vari contesti fisiologici e patologici (COT85-95-97).
3) la valutazione (1993-1995) delle possibilità di coordinamento nei bambini e la spiegazione modellistica dei relativi limiti statici e dinamici in funzione di parametri di accrescimento (COT-93-106).
4) la ridefinizione (1993-2000) delle caratteristiche dell’impianto oculare, prima in una e poi in 3 dimensioni, con la distinzione (mai fatta prima) tra sistema controllato (globo e tessuti orbitali) ed attuatori non ideali (muscoli), con l’attribuzione delle corrette caratteristiche statiche e dinamiche a ciascuno di essi (COT-90-91-121).
5) la rivisitazione (1993-1995) del sistema di controllo, re-identificato in un sistema di controllo vero e proprio e in un sistema di compensazione per gli attuatori, organizzati come “modelli neurali” dei sistemi controllati e degli attuatori (COT-94-100-102-103).
6) la comprensione (1994-1995) dei limiti di adattamento monoculare nell’allineamento dei due occhi in condizioni di input visivo differenziale alterato e la conseguente proposta di un meccanismo di controllo distribuito (COT-92-102).
7) i meccanismi, interpretati con modelli (1994-1995), di recupero della funzione di binoculare nel bambino strabico dopo intervento chirurgico, mediante adattamento ciclopico e disconiugato (COT-107).
8) Un’interpretazione (1998) a modello distribuito per il controllo vergenza-versione delle saccadi con meccanismi di inibizione laterale (COT-112).
Gli studi sul coordinamento dei movimenti binoculari hanno avuto un momento di forte verifica due anni or sono (1998) con l’organizzazione a Trieste della Scuola-Convegno Gimo, per la prima volta a livello internazionale con traduzione simultanea, nella quale si è fatto il punto della situazione con un serrato confronto tra bioingegneri, neurofisiologi, oculisti, anatomici, psicologi ed esperti di robotica antropomorfa.
Ai proceedings della Scuola-Convegno (COT-115), pubblicati prima del convegno stesso, anche su Internet sul sito del GIMO, nei quali si è contribuito, oltre che con l’edizione, anche con il capitolo introduttivo (COT-113) e con quello sullo stato dell’arte della modellistica dei meccanismi di controllo sottocorticale binoculare (COT-114), si è aggiunta la trascrizione delle discussioni delle tre giornate, disponibile sul sito Internet e il libro della collana del GIMO, che è uscito lo scorso mese, a cui si è contribuito con l’edizione (COT-118) e con i capitoli sugli aspetti generali (COT-119) e sulla modellistica (COT-120).
Le ricadute di queste ricerche di modellamento anatomo-funzionale del controllo sensori-motorio oculare sul progresso della conoscenza sui meccanismi e sulle strategie del cervello sono stati oggetto, tra l’altro, della lezione Magistrale (COT-121), tenuta a Plitvice (Croazia) nel 2001, ad apertura dell’.Annual Conf. Croatian Society of Physiology e nello stesso anno della tavola Rotonda conclusive della Settimana del cervello, organizzata dal Centro Interdipartimentale BRAIN.
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